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| (Comunicazione di A. Rossin al Congresso DD di Atene, 23 Giugno 2000) | ||
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Il Modello Famigliare "Top-Down" per la Democrazia Rappresentativa Il Modello Famigliare "Bottom-Up" per la Democrazia Diretta Vengono considerati due modalità diverse, ma complementari, per l'implementazione della Democrazia Diretta. La prima di queste, che possiamo chiamare "top-down" (dall'inglese: "dall'alto al basso"), si basa sui moderni strumenti della Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione e, ovviamente, sulla saggezza delle autorità locali e governative che regolano in materia di voto democratico. La seconda, che possiamo chiamare "bottom-up" (dall'inglese: "dal basso all'alto") si basa sullo sviluppo educativo della personalità della gente, sperabilmente verso l'apertura mentale e la migliore comprensione dei principi della Democrazia partecipativa, per cui ognuno assume su se stesso le proprie responsabilità dirette e mette in atto la capacità di fare scelte consapevoli e flessibili. In accordo con la prospettiva "bottom-up", Antonio Rossin analizza i due modelli educativi famigliari che possono influenzare la formazione della personalità del bambino, verso o la partecipazione diretta e responsabile nel contesto sociale, o la delega passiva per mezzo di rappresentanti, dalla Famiglia alla Società. BIO Antonio
Rossin, nato a Padova (Italy) nel 1936, neurologo e medico di famiglia, ha
cercato il nesso tra la salute nell'uomo, e in particolare la Prevenzione
Primaria contro la tossicodipendenza da droga, e il primo apprendimento del
linguaggio nel bambino. http://www.flexible-learning.org
Cari amici Democratici Diretti, Consideriamo come quello di implementare la Democrazia Diretta contro i suoi oppositori sia un problema che presenta due modalità di approccio differenti ma complementari. 1). La prima si basa sullo sviluppo degli strumenti della Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione (ICT), così da facilitare nella gente il passaggio dall'attuale ordinamento sociale "Democrazia Rappresentativa" (RR) alla Democrazia Diretta (DD). Come sappiamo, oggi gli strumenti ICT stanno diventando sempre più potenti, pronti alla disposizione di tutti. Lo sviluppo ICT risulta essere un dovere per noi sostenitori di DD -- ciononostante, possiamo notare che questo è un aspetto dell'approccio "top-down" al problema. Infatti, non è che il popolo, appena riceve gli strumenti adatti dall' "alto" dei 'providers ICT', vi faccia seguire automaticamente la Democrazia Diretta, laddove non fosse richiesta o presente una consapevolezza attiva e responsabile dei principi DD da parte del "basso" degli utenti degli strumenti medesimi. 2). La seconda modalità di approccio alla DD, nota in inglese è come "Grassroots Bottom-Up" -- (in italiano, "dal basso delle radici dell'erba verso l'alto" -- prevede che il popolo stesso sia capace di costruirsi una nuova coscienza DD autonomamente e consapevolmente, dal "basso" dei loro rapporti quotidiani di comunicazione verso l' "alto" dell'aggregazione sociale. Di fatto, sia l'approccio "top-down" che il "bottom-up" si presentano come due facce di una stessa moneta, ciascuna delle quali è in realtà necessaria perché la Democrazia Diretta abbia successo. Tuttavia, oggi come oggi la prima modalità di approccio sembra essere compito non solo degli ingegneri informatici ICT, ma anche e soprattutto, devo dire, di proprio quei rappresentanti sociali e politici dei quali la DD intende liberarsi. La seconda modalità sembra dunque essere compito di noi gente comune, verso l'apertura delle nostre menti e delle menti del nostro prossimo ai principi della Democrazia Diretta. Ora, io non sono né un ingegnere ICT né un rappresentante politico, ma un semplice "uomo nella strada" che vuole parlare di DD con gli altri "uomini nella strada": pertanto il mio contributo a questa Conferenza DD di Atene non può che riguardare il secondo lato del problema, cioè il "che fare" dell'approccio "grassroots bottom-up" alla DD. Naturalmente, per poter esporre i principi della Democrazia alla gente così da renderla viva e fertile, bisogna prima considerare e superare alcune resistenze. A questo proposito, cito dall' 'Introduzione' del Manifesto della Democrazia Diretta di Aki Orr (http://www.democracy-manifesto.org), circa le resistenze contro la DD:
Per quest'ultima necessità, per quanto mi è dato di vedere, bisogna considerare l'esistenza di due categorie di persone: quelle con mentalità RR e quelle con mentalità DD. Il cammino della DD deve andare da una maggioranza di gente con mentalità RR a una maggioranza di gente con mentalità DD, e non sembra esservi dubbio che una collettività con mentalità DD saprà darsi gli strumenti informatici ICT necessari a realizzare un ordinamento sociale DD nel migliore dei modi. Ma non sembra nemmeno esservi dubbio che una collettività con mentalità RR userà gli stessi strumenti ICT per mantenere il precedente ordinamento sociale RR. Pertanto, tutto quello che noi gente comune dobbiamo fare, è preoccuparci di come passare noi stessi e il nostro prossimo dalla mentalità RR a quella DD, "grassroots bottom-up", a partire cioè dal nostro "basso" per giungere all' "alto" dell'organizzazione sociale. Chiaramente, questo passaggio appare una questione di educazione primaria verso la mentalità DD, cioè una questione di prima educazione famigliare in quello spazio-tempo in cui ogni genitore ed ogni bambino sono direttamente coinvolti. Ora il problema a fronte diventa quello di rendere la maggioranza della gente maggiormente aperta e flessibile ,elle loro procedure di giudizio e di comportamento, in accordo con le attese DD. Ho cercato circa l'età in cui il giovane individuo è maggiormente sensibile agli stimoli, e circa la particolare natura di quest'ultimi. Ho trovato maggiormente sensibile l'età che va dalla nascita del bambino sino alla scuola, quando il modello di comunicazione famigliare, con meccanismo di pressione ambientale, seleziona e condiziona l'assetto delle connessioni cerebrali del bambino. Su questa base, anche detta 'inprinting', la strutturazione mentale del bambino -- quello che sarà il suo futuro stile di vita -- prende corpo: o autonomo e flessibile o rigido e psicodipendente, cioè, per tornare al nostro problema, con mentalità o DD o RR. Mentre Vi dico questo devo anche mettere in chiaro che parlando di queste due polarità, la mentalità DD e quella RR, sto facendo uno schema ai soli fini espositivi. Io non sto suggerendo che queste devono trovarsi allo stato "puro" in ogni individuo o situazione, anzi, devo ammettere che avrei trovato alcuni aspetti della mentalità RR anche in coloro che si dicono convinti assertori di DD. Invece, queste polarità rappresentano gli estremi di uno spettro continuo, ma nel quale ogni comportamento individuale non può che tendere o verso l'una o verso l'altra di esse: una molteplicità di fattori, comprese le precedenti esperienze, influiscono infatti in ogni momento della vita reale. Mia speranza è che quest'inizio possa aprire ad un'ulteriore ricerca, portando ciascuno a considerare questi comportamenti in un simile modo analitico. Quello che in ogni caso però deve esser chiaro, è che la somma finale dei comportamenti individuali, intesa come organizzazione sociale risultante, si tradurrà o nella Democrazia Diretta DD, o nel Governo dei Rappresentanti RR. Ho dunque cercato circa i parametri elementari dell'educazione con particolare attenzione all'intensità dei messaggi educativi top-down, ed al rispetto dell'iniziativa bottom-up del bambino. Ciò che ho trovato, è che in quello speciale spazio-tempo, l'età del bambino da subito dopo la nascita a prima della scuola quando noi genitori siamo i suoi unici insegnanti, i modelli educativi dai quali può dipendere la formazione della personalità del bambino -- o la mentalità RR o quella DD, sono sostanzialmente due. Non è mia intenzione sprecare il vostro tempo con un'esposizione dettagliata di questi modelli, perché la materia è già alla disposizione di tutti nel mio sito internet: sarà qui sufficiente dire che un modello (v. fig.1, sotto) si basa sul "Principio di Non-contraddizione" e condiziona il bambino, il futuro cittadino, a mai mettere in discussione le decisioni top-down di chi rappresenta l'autorità locale RR; l'altro modello, che chiamo Educazione Dialettica (v. fig.2) , si basa sul pensiero critico e sul confronto aperto, dialettico appunto, di ogni differenza di opinioni, educando in tal modo l'individuo all'assunzione diretta delle proprie responsabilità, bottom-up, dalla prima infanzia in su verso una società DD. Devo dirvi inoltre che, nell'evidenza dell'esperienza comune, nessun genitore al mondo è mai stato reso informato circa l'esistenza di questi due modelli educativi, fatto questo assolutamente comprensibile nelle collettività ad ordinamento RR, pertanto il modello familiare tradizionale "Top-Down" (fig.1) è l'unica possibilità educativa praticata, laddove tutti i responsabili RR delle politiche collettive, e della relativa informazione, evitano accuratamente di mettere in discussione analitica il tema dei modelli famigliari educativi. Non appena ebbi formulato la mia teoria scientifica, cioè ripetibile, sul nesso tra l'insegnamento-apprendimento del linguaggio nei primi modelli di educazione famigliare e la formazione della struttura mentale nel bambino, ho dovuto constatare che la pressoché totalità dei genitori era all'oscuro di tale possibilità, di tale loro esclusiva responsabilità educativa. Pertanto, ne ho dedotto, i genitori vanno informati quanto prima possibile. Ovviamente,
coloro che possiedono una mentalità RR -- e questi sono la maggioranza --
si oppongono ad un simile coinvolgimento "Diretto" dell'istituzione famigliare
in quanto inteso a spostare il corrente modello educativo da RR a DD. Ho avuto
modo di fare esperienza di molta deliberata ottusità intesa a respingere 'di
fatto' un simile coinvolgimento -- soprattutto se dichiaratamente inteso allo
sviluppo della Democrazia Diretta. Esiste però una via di uscita, da questo circolo vizioso. I genitori di mentalità conservatrice RR, le loro associazioni e le autorità sociali e politiche RR, anche se si opporrebbero e respingerebbero ogni tentativo di divulgare e di implementare i Principi DD, non sembrano tuttavia potersi esimere dall'accettare un suggerimento o un progetto rivolto a preservare la salute dei nostri figli. Ebbene, l'identico modello famigliare descritto in fig.2 è ugualmente adatto a prevenire la dipendenza nei giovani, perché le caratteristiche della personalità umana cui un saggio modello educativo deve mirare sono le stesse, sia per l'implementazione DD che per la Prevenzione Primaria della tossicodipendenza da droga: esattamente, la personalità autonoma e flessibile, adatta ad assumere direttamente in prima persona le proprie responsabilità individuali e sociali, dall'infanzia in avanti, bottom-up. Pertanto, cari amici che siete attivi nel sostenere la Democrazia Diretta, fate in modo da coinvolgere la gente -- i loro responsabili istituzionali per l'Educazione e le politiche educative -- a ricercare più accuratamente quale sia il modello di apprendimento del linguaggio e dei rapporti interpersonali cui il linguaggio dà forma e sostanza, che è di maggior vantaggio per la salute dei figli, a evitare il rischio della droga; fate in modo da far sapere alle associazioni dei contribuenti che esiste un modo di prevenire il danno sociale dovuto alla diffusa micro-criminalità dei tossicodipendenti semplicemente sulla base di un appropriato modello familiare educativo, da realizzare senza alcuna spesa o copyright ma attraverso la sola informazione ai parenti, e molto presto voi vedrete realizzarsi la modalità "grassroots Bottom-Up" di implementazione dei Principi della Democrazia Diretta, e la relativa consapevolezza. Dopo tutto, non è forse quello della Prevenzione Primaria della Dipendenza da droga nei giovani, uno dei maggiori impegni di cui ogni saggia Democrazia Diretta deve farsi carico? Antonio Rossin Il Modello Famigliare "Top-Down" per la Democrazia Rappresentativa
Il Modello Famigliare "Bottom-Up" per la Democrazia Diretta
Ultimo Aggiornamento: 08/07/03 |
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