![]() |
||
|
Comunicazione di A. Rossin alla 9° Conferenza della European Society of Philosophy of Medicine and Health Care 'Medicine and Culture' - International Hippocratic Foundation of Kos, GRECIA, Settembre 1995 Come Ippocrate
sapeva, la salute è intimamente connessa con i modelli culturali prevalenti
nella nostra società, potendo l'influenza dell'ambiente sociale aumentare
o diminuire la gravità di ogni malattia. La scienza moderna classifica
questo tipo di alterazioni del potere di autodifesa dell'organismo umano
nell'ambito del cosiddetto Effetto Placebo, il cui meccanismo di azione
dimostra che tali alterazioni sono acquisite, non genetiche, e che esse
si basano su un abbassamento patologico del normale livello di immunomodulazione
legato alla personalità suggestionabile rigidamente psicodipendente. Diventa
così possibile definire una specifica malattia, la "Less Flexibility
Syndrome". 2.500 anni fa Ippocrate insegnava ad indagare dalla natura le cause delle malattie e i principi delle medicine, e i precetti che egli dava ai suoi malati erano soprattutto suggerimenti a cambiare le loro abitudini di vita e i loro rapporti con l'ambiente. ...Per un medico è indispensabile non solo preoccuparsi dei trattamenti necessari, ma anche dello stesso paziente e di coloro che gli stanno attorno, e dei suoi affari con l'esterno... disse il padre della medicina scientifica: ed oggi la Scienza medica sta guardando alle interrelazioni tra conoscenza azioni e giudizio dell'uomo, e i modelli culturali prevalenti nella nostra società come intimamente connessi alla cura della salute [1]. Grazie al
pensiero di Ippocrate, noi oggi possiamo sapere che l'influenza dell'ambiente
sulla salute dell'uomo è così importante come lo è l'influenza dell'uomo
sul suo ambiente sociale e naturale; e sappiamo che chi conosce come reagisce
con il proprio ambiente conosce se stesso ed edifica insieme il proprio
ambiente e la propria salute. La connessione tra elementi dell'ambiente sociale e malattie dell'uomo non è di tipo specifico, nel senso che l'influenza di questi fattori sul malato sembra poter aumentare o diminuire la gravità di una sua eventuale malattia indipendentemente dalla natura della stessa. In questo caso, la funzione organica che viene alterata è quella da cui dipende la capacità generica dell'organismo umano di difendersi contro ogni malattia. Questa funzione di difesa dell'integrità dell'organismo è scientificamente nota come "potere di immunomodulazione". Gli stregoni
e gli sciamani hanno da sempre praticato l'arte magica di influire nel
bene o nel male sul livello di immunomodulazione dei loro suggestionabili
pazienti, ed è stato appunto merito di Ippocrate se l'uomo ha imparato
che questa importante difesa della salute dipende dall'uomo stesso e dal
suo ambiente, non da forze soprannaturali. Oggi la scienza medica classifica
questo tipo di connessione tra potere di autodifesa del soggetto e fattori
suggestivi nell'ambito del cosiddetto "Effetto Placebo". Le origini
della Less Flexibility Syndrome sono certamente di natura acquisita, non
congenite. L'assunto è provato dallo stesso fenomeno dell'Effetto Placebo
Positivo, la cui esistenza dimostra che l'abbassamento del livello di
immunomodulazione specifico della LFS è reversibile: la qual cosa non
sarebbe evidentemente compatibile con una sua origine genetica. Le cause
della LFS vanno dunque cercate nell'ambiente esterno all'organismo, nei
fattori acquisiti di ordine culturale che regolano la formazione e il
consolidamento della personalità nell'uomo. Il modello educativo che sembra prevalere nella nostra cultura occidentale, quello pertanto che può essere considerato responsabile dell'alta percentuale di risposte positive al "Placebo", è caratterizzato da una domanda di consenso forte e tassativa da parte dell'autorità famigliare verso il figlio nell'epoca in cui il suo cervello inizia ad assestarsi verso quella che sarà la sua struttura psichica definitiva. La pressione ambientale dovuta a questa particolare esigenza di consenso, quando fosse esercitata sistematicamente e con forza seduttiva molto intensa nel delicato momento in cui il cervello del giovane individuo sta consolidando la propria struttura, può verosimilmente condizionare il ricorso preferenziale alle associazioni nervose ed ai circuiti neuropsichici preposti al trattamento e all'esecuzione di linee comportamentali rigide e tese a conseguire il consenso medesimo, e viceversa l'esclusione e il blocco delle associazioni e dei circuiti preposti all'esecuzione di linee comportamentali autonome e dialettiche, più flessibili [5]. Possiamo quindi considerare la LFS come il risultato di un condizionamento educativo che ha agito selettivamente nei primissimi anni di via del soggetto, determinando una particolare conformazione della sua struttura neuropsichica in quello che srà il suo futuro stile di vita. A livello dei comportamenti individuali, a tale struttura corrisponde la presenza di una personalità rigida e psicodipendente. A livello organico, vi corrisponde un abbassamento patologico del potere di immunomodulazione del soggetto al di sotto del suo massimo potenziale naturale. Poiché consiste
in un abbassamento delle difese organiche dell'individuo, va tenuto anzitutto
presente che la l'azione della LFS si esplica più sull'intensità del sintomo
che sulla sua qualità. A un livello somatico individuale, i sintomi della
LFS sono pertanto quelli delle diverse malattie la cui insorgenza può
essere favorita, o il cui decorso può essere aggravato, dalla più o meno
grave condizione di immunodepressione determinata dalla sindrome stessa.
Quindi la LFS può interessare praticamente tutti i sintomi di tutte le
comuni malattie. Gli effetti patologici più importanti della LFS sembrano però verificarsi a livello collettivo perché coinvolgono assieme alle relazioni del soggetto con l'ambiente, l'ambiente sociale stesso in quanto somma di singoli comportamenti individuali. La gamma di questi sintomi è dunque vastissima e si traduce sostanzialmente in un atteggiamento collettivo - come visto [4] la LFS interessa il 70 % dei soggetti - caratterizzato da notevole suggestionabilità e da insufficiente razionalità nell'assumere le informazioni necessarie alla gestione dei comportamenti collettivi. L'effetto della LFS nella maggioranza della popolazione sembra infatti compatibile con una collettività rigida e conservatrice, chiusa alla dialettica interna e alle proposte innovatrici anche se dotate di forte aderenza alla realtà. Ne risulterebbe in definitiva l'incapacità di produrre risposte adeguate e flessibili alle più complesse esigenze di adattamento ambientali, e l'irrigidimento collettivo su posizioni di intolleranza e di estremismo con effetti sociali anche clamorosi, e con il conseguente scadimento della salute individuale e collettiva. Poiché la
LFS sarebbe il risultato di un condizionamento educativo che ha agito
con probabile meccanismo di imprinting sulla formazione neuropsichica
nel primo periodo di vita del bambino, una terapia eziologica non sembra
proponibile. Una volta
stabilita la sostanziale identità tra alcuni elementi strutturali del
modello di comunicazione famigliare educativa e la pressione ambientale
capace di condizionare la formazione della struttura cerebrale rigida
psicodipendente responsabile della LFS, la prevenzione di tale condizionamento
può essere semplicemente realizzata con la correzione o la rimozione degli
elementi medesimi. Mai come
di questi tempi l'insegnamento di Ippocrate è stato così attuale. Oggi
l'umanità è malata, sta attraversando una crisi profonda di cui non sa
vedere ancora né origine né fine. La sua malattia è verosimilmente dovuta
alla scarsa flessibilità nell'uso dei modelli educativi e nell'approccio
agli strumenti della cultura e della scienza; alla scarsa flessibilità
nelle comunicazioni interpersonali e tra le popolazioni; alla scarsa flessibilità
nel rispetto delle esigenze di adattamento all'ambiente naturale. Nei miei scritti, ho sempre cercato di razionalizzare il nesso tra comunicazione famigliare educativa e prevenzione delle malattie, tra Parola e Salute. Voglio considerare il contributo di questa mia fatica un omaggio all'insegnamento di Ippocrate. 1 - Marketos S.: "Medicine is an aspect of civilisation", Lessons from the Hippocratic Medicine, Microsurgery, 4-5, 1993 2 - Wolf S.: "Effects on suggestion and conditioning on the action of chemical agents in human subjects. The pharmacology of Placebo, J.Cl. Invest., 29, 100, 1950 3 - Bourne R.H.: 'Il Placebo. Mezzo terapeutico di scarso impiego e difficile comprensione' (tr. it. S. Luciani, Le Basi razionali della Terapia, 2, n°1, 5 4 - Lasagna e coll.: "A study of the Placebo response", Am. J. Med.16, 770, 1954 5 - Rossin A.: "Droga&Famiglia", Zielo ed., Padova 1990 6 - Bateson G.: "Double Bind, Toward a Theory of Schizophrenia", in Steps to an Ecology of Mind, Chandler publ., S.Francisco, 1972 7 - Rossin A.: "Sul nesso tra Farmacodipendenza, Effetto Placebo e dipendenza psicologica", Bollettino Farmacotossicodipendenze e Alcoolismo n° 4-5-6/1988, Ministero della Sanità, Roma
Ultimo Aggiornamento: 17/06/03 |
||