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(di A. Rossin - 1991)

Introduzione

La droga

I farmaci

La crisi ecologica

La politica

La cultura

La famiglia

Conclusione


Introduzione

Nel 1964 un illustre sociologo americano, Gregory Bateson, in "Le categorie logiche dell'apprendimento e della comunicazione", (Verso un'ecologia della mente, pag. 303, Adelphi 1976), scriveva queste amare parole:

" ... Nella misura in cui gli scienziati del comportamento ignorano ancora i problemi dei 'Principia Mathematica', essi possono vantare un ritardo di circa sessant'anni... "

Oggi quei sessant'anni sono diventati quasi cento: eppure non sembra ancora che i problemi aperti nel lontano 1903 da Russell e Whitehead con la loro Teoria dei Tipi Logici siano considerati con l'attenzione che meritano. Questa teoria (ripresa successivamente da Carnap e da Tarsky in quella che è nota come "Teoria dei livelli di linguaggio") afferma a grandi linee che nei sistemi di relazione interpersonali molti problemi ammettono ipotesi risolutive di vario livello, e sono questi i livelli logici; e che qualora tali ipotesi debbano diventare operative, o comunque assumere valore di comunicazione, la distinzione tra i vari livelli deve essere rispettata perché se un problema viene trattato a un livello logico improprio sorgono inevitabilmente delle confusioni e dei paradossi.
Tenterò di mettere in luce l'importanza di tale teoria, applicandola alla possibile soluzione di alcuni problemi relazionali di interesse collettivo.

Il primo livello logico di intervento che in questo caso va preso in considerazione è quello della formazione della personalità del giovane individuo, che può essere indirizzata verso due tipologie principali, rigida psicodipendente oppure autonoma flessibile. In un secondo livello logico sono considerati alcuni odierni problemi relazionali, dalla droga ai farmaci, alla crisi ecologica, alla politica, alla cultura, in ordine alla cui soluzione il fattore "personalità del singolo" assume un ruolo particolare e ben distinto.
Per prospettare la soluzione di un problema complesso, secondo la Teoria dei Tipi Logici bisogna dunque identificare i diversi livelli in cui esso si articola. Inizierò la mia analisi dal problema della droga.

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La droga

In questo caso i livelli da considerare sono due: quello dell'OFFERTA di droga da parte della criminalità organizzata, e quello della DOMANDA di droga da parte dei potenziali assuntori. Ogni ipotesi di soluzione che rimanga circoscritta ad uno solo di tali livelli può essere solo parziale: per essere definitiva, deve comprendere entrambi i livelli logici mostrati nella successiva fig. 1.

Figura 1

Il diagramma di fig. 1 è diviso in due parti sull'asse verticale. La parte superiore evidenzia il campo degli interventi sull'OFFERTA di droga, e si divide a sua volta in due settori in ciascuno dei quali è sommariamente indicato uno dei due opposti orientamenti nei quali il dibattito sulla lotta alla droga oggi si articola. La parte inferiore identifica il livello dei possibili interventi su chi presenta una DOMANDA di droga; si divide anch'esso in due settori in ciascuno dei quali è indicato uno dei due diversi tipi psicologici dei potenziali assuntori. L'ulteriore distinzione viene dalla necessità di individuare il tipo di personalità più resistente al rischio droga. In questo senso risulta maggiormente premunita la personalità autonoma e flessibile, in contrapposizione a quella rigida psicodipendente: il dato viene dalla Circolare 84 del 20.10.'84 del Ministero della Sanità recante 'Indicazioni relative agli interventi di prevenzione delle farmaco-tossicodipendenze', divenuta parte integrante della legge Vassalli-Jervolino, che indica appunto di privilegiare ai fini della prevenzione i messaggi educativi indirizzati a formare nei giovani una personalità autonoma e flessibile, capace di realizzarsi nel confronto critico e attivo.

Oggi il dibattito sulla droga sembra tuttavia limitato agli interventi di ordine più o meno repressivo sul solo livello dell' OFFERTA di droga. E' tuttavia chiaro che i diversi possibili interventi a livello di OFFERTA e di DOMANDA non sono concorrenziali ma complementari, così come è ormai chiaro che nessun intervento sull'OFFERTA potrà mai essere risolutivo se le famiglie continuano a costituire serbatoi inesauribili di giovani offerti senza difesa alcuna al mondo della droga, là dove questa difesa autonoma va identificata nella personalità dotata delle caratteristiche più opportune. Solo un intervento radicale di prevenzione primaria mirato a sviluppare la personalità dei potenziali assuntori nella direzione più opportuna può rendere evidentemente possibile una soluzione definitiva del problema.

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I farmaci

Un intervento nel livello logico della DOMANDA trova una precisa indicazione anche a proposito del consumo eccessivo e immotivato di medicine talora oggettivamente inutili o usate in modo improprio. Secondo l'OMS, l'incidenza delle malattie legate all'uso eccessivo e spesso improprio di farmaci ammonta oggi a circa il 25 % di tutte le malattie, derivandone un consistente problema di politica sanitaria dovuto all'aumento dei costi e al peggioramento del rapporto rischi/benefici. E' noto infatti che il largo consumo di molti prodotti dell'industria farmaceutica non dipende solo dal loro effetto farmacologico ma anche da un 'effetto placebo'(*) di ordine suggestivo e gratificante, che è sempre inerente al rapporto medico/malato tanto che quest'ultimo ne sollecita molto spesso la prescrizione. L'istituzione competente limita per lo più i propri controlli alle proprietà farmacologiche dei medicinali, ed è quindi attiva nel solo livello logico dell' OFFERTA: non sembra invece interessata ad indagare i meccanismi psicologici su cui l'utente struttura la sua domanda di "effetto placebo", ciò che si traduce in un'assenza di interventi nel livello logico della DOMANDA. Invece è chiaro che un'adeguata informazione sulla domanda di effetto placebo, sempre latente sotto ogni richiesta di prestazioni mediche, poiché aumenterebbe l'autoconsapevolezza dei potenziali assuntori non potrebbe verosimilmente mancare di tradursi in una riduzione dei loro comportamenti di psicodipendenza dal farmaco.

(*) cfr. 'Sul nesso tra farmacodipendenza, effetto placebo e dipendenza psicologica', Bollettino per le Farmacodipendenze e l'Alcoolismo n.°4-5-6/'88, Ministero della Sanità, Roma.

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La crisi ecologica

Anche l'analisi dell'attuale crisi ecologica alla luce dei due diversi livelli logici di intervento, e dei due diversi tipi di personalità nel livello logico della DOMANDA, mostra l'attualità e l'importanza del tipo di intervento considerato. In questo caso, il livello dell'OFFERTA nel diagramma di fig. 2 si riferisce alle istituzioni responsabili delle grandi scelte economiche collettive; quello della DOMANDA si riferisce ai singoli individui a seconda del tipo di personalità che ciascuno possiede, rigida e dipendente oppure autonoma e flessibile:

Figura 2

Al di la dell'inquinamento industriale comunque secondario a una logica consumistica di mercato, va considerato in questo caso, nel livello dell'OFFERTA, l'ormai prevalente danno ecologico dovuto alle abitudini consumistiche del singolo nel livello logico della DOMANDA. Infatti, se la crisi ecologica incombente è in ogni caso dovuta alla somma di singoli comportamenti individuali errati, perché costretti da un consumismo condizionato, la soluzione va cercata in una maggior consapevolezza sistemica non solo da parte delle istituzioni responsabili delle grandi scelte economiche della nostra società, ma soprattutto da parte del singolo consumatore-inquinatore che evidentemente partecipa al sistema sociale da un livello logico di DOMANDA. Evidentemente, nel livello operativo della DOMANDA deve essere previsto un intervento educativo-formativo mirato a sviluppare nel singolo quelle doti di consapevolezza, flessibilità ed autonomia critica che sole possono consentirgli di modificare le proprie abitudini esistenziali eventualmente errate.

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La politica

Si è acceso in questi tempi in Italia, e con toni assai più drammatici anche in altri Paesi, un dibattito sul quesito se sia da conservare invariato l'attuale ordinamento costituzionale, oppure se si debba procedere verso riforme delle istituzioni democratiche. Anche in questo caso, la distinzione in livelli operativi con riferimento a quello relativo allo sviluppo della personalità del singolo mostra di possedere una grande rilevanza. Nel diagramma della successiva Fig. 3, il livello logico dell'OFFERTA si riferisce agli operatori sociali, rappresentati in questo caso dai partiti politici: questi vanno divisi in due categorie principali contrapposte a seconda del diverso orientamento programmatico in cui ciascun partito si riconosce.

Figura 3

Il livello della DOMANDA (Fig.3) evidenzia i due diversi tipi di personalità teoricamente ammissibili: in questo caso, il tipo di personalità di chi chiede di essere amministrato ed esprime la propria scelta con il voto. E' infatti chiaro che molte riforme oggi sul tappeto, anche se formalmente ineccepibili, potrebbero perdere di efficacia e contenuto e diventare inutili se fossero gestite al solo livello dell'OFFERTA, per esser poi consegnate ad una collettività contrassegnata da una mentalità rigida e dipendente, portata alla delega passiva e all'assistenzialismo. Va ancora detto che la mentalità aperta e flessibile non sembra essere compatibile con le molte aggressioni allo stato di diritto che trovano forza nella rigida chiusura di antichi riti tribali e nell'omertà.

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La cultura

La distinzione tra i due distinti livelli operativi dell'OFFERTA e della DOMANDA, e tra la personalità psicodipendente rigida conservatrice e la personalità autonoma flessibile e creativa nel livello della DOMANDA, offre dunque un approccio analitico moderno e razionale alla comprensione strutturale di alcuni importanti problemi relazionali di altrimenti difficile soluzione. Si apre così la strada della consapevolezza sistemica, e diventa così possibile un'ipotesi di soluzione unitaria per molti problemi sociali di importanza non secondaria, dalla droga ai farmaci, dalla crisi istituzionale a quella ecologica, sino alla stessa evoluzione umana intesa come finalità ultima dell'OFFERTA culturale.

Figura 4

Nel diagramma di fig. 4, poiché il livello dell'OFFERTA si riferisce alla produzione culturale, una distinzione binaria in varianti semplici non sembra più possibile, dato l'enorme numero di varianti in cui si articolano la produzione artistica e didattica e l'informazione in generale. Va però rimarcato che il messaggio culturale si qualifica proprio per il suo contenuto critico e dialettico, teso ad incoraggiare atteggiamenti autonomi e flessibili nel destinatario dell'offerta culturale: quindi per sua natura ben difficilmente tale messaggio potrà essere recepito se chi vi accede possiede una personalità rigida psicodipendente. Appare infatti evidente anche in questo caso che l'accesso all'OFFERTA di cultura risente del tipo di personalità del singolo, in quanto più o meno capace di riflessione critica e di partecipazione attiva e flessibile dal suo livello logico della DOMANDA.
Se infatti il destinatario dell'OFFERTA di cultura possiede una struttura mentale autonoma indipendente e flessibile, egli avrà certamente maggiori probabilità di recepire il messaggio artistico e culturale al meglio delle sue più nobili finalità evolutive, rispetto invece a chi si accosta all'arte, e più in genere alla cultura, essendo provvisto di una personalità dipendente e passiva. E' dunque il livello della cultura in generale quello in cui incide maggiormente il fattore "personalità" più o meno rigida e dipendente, più o meno autonoma e flessibile del destinatario di un messaggio: da tale fattore dipende infatti la maggiore o minore permeabilità dell'utente verso gli strumenti di istruzione nel contesto famigliare, della scuola, dell'informazione pubblica, della comunicazione umana in generale.

Quest'ultima considerazione richiede pertanto l'attenzione degli educatori e degli operatori culturali in generale su un preciso aspetto del problema che ha le sue radici a monte dell'informazione culturale tradizionale: la necessità cioè di qualificare razionalmente e preventivamente il tipo di personalità del destinatario del messaggio culturale. Lo studio di questo particolare aspetto del problema conduce inevitabilmente al luogo in cui avviene la prima formazione educativa, la Famiglia: si apre così un nuovo spazio di intervento per gli operatori in campo psicologico, quello della critica del modello famigliare tradizionale, data l'inadeguatezza ormai evidente di questo fattore di importanza primaria per la formazione della personalità del giovane individuo.

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La famiglia

Dalla struttura logica dei diagrammi relativi ai problemi sociali sopra evidenziati, emerge la necessità di mettere in luce quale sia il tipo di personalità più valida del singolo nella sua partecipazione al tessuto collettivo. La costante presenza del fattore "personalità" in tutti gli esempi sopra considerati ne denota infatti la probabile funzione di struttura portante per la generalità dei sistemi relazionali. Nell'immediato, l'importanza di tale fattore è però legata al relativo livello operativo, e cioè alla possibilità concreta di mettere a punto una prassi educativa che consenta ai genitori di formare la personalità dei figli nella direzione prevista. In questo caso è necessario rivedere i diversi possibili modelli di comunicazione famigliare educativa, per poter poi indicare ai genitori quale sia quello più adatto a formare la personalità maggiormente premunita nelle nuove generazioni. I modelli famigliari educativi sono quelli indicati nel livello dell'OFFERTA di droga nella successiva figura 5:

Figura 5

Ai fini educativo-formativi, va posta dunque particolare attenzione alla natura della pressione ambientale operante nel delicato momento in cui la struttura mentale del bambino inizia a consolidarsi verso quello che sarà il suo assetto definitivo. Tale pressione è verosimilmente legata all'esigenza di consenso che i genitori esprimono nei rapporti di comunicazione educativa: a tale esigenza più o meno tassativa di consenso corrispondono due varianti logiche di modello famigliare. La prima variante può chiamarsi "Prassi educativa di tipo soggettivo", e identifica una struttura famigliare chiusa al dialogo, caratterizzata dall'obbligo di consensualità prima tra i due genitori, e poi tra questi e il figlio, secondo il "Principio di non-contraddizione". La seconda variante può chiamarsi "Prassi educativa di tipo oggettivo", e identifica una struttura famigliare più flessibile, aperta ai valori del confronto dialettico e della reciproca tolleranza delle eventuali diversità d'opinione. Nel primo caso i genitori, i "soggetti" della prassi educativa, consegnano i valori famigliari (cibo compreso!) su loro iniziativa e di autorità, per lo più indipendentemente da una partecipazione consapevole del figlio, "oggetto" della prassi educativa. Nel secondo caso i valori famigliari vengono consegnati all'oggetto della prassi educativa, cioè al figlio, solo dopo che quest'ultimo ne abbia espresso una domanda responsabile. Tali due varianti di modello educativo appartengono evidentemente entrambi ad un unico livello logico: quello dell'OFFERTA dei valori famigliari.

Va a questo punto rimarcato che, come nei casi precedenti, anche nel diagramma di fig. 5 relativo all'analisi del modello educativo famigliare nel livello logico della DOMANDA sono evidenziati i due diversi tipi di personalità teoricamente possibili. Poiché questi dipendono in qualche misura dalla funzione educativa, quindi dai due diversi modelli educativi evidenziati nel livello logico dell'OFFERTA, a differenza che negli altri casi considerati in quello particolare della Famiglia i due livelli dell'OFFERTA e della DOMANDA sono legati tra loro da un rapporto sequenziale di tipo causa/effetto. Secondo la Teoria dei Tipi Logici, questa differenza colloca il problema della formazione educativa in un livello operativo distinto rispetto agli altri casi considerati, quindi il problema del modello educativo famigliare dev'essere trattato a sé. Va infatti affrontato quanto prima possibile, sia per l'età precoce in cui la pressione educativa famigliare agisce più incisivamente sulla formazione mentale dei figli, sia per la maggiore importanza preparatoria e preventiva del problema formativo rispetto ad ogni altro ordine di problemi relazionali.

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Conclusione

Sembra dunque possibile convenire che la Teoria dei Tipi Logici rappresenta uno strumento di analisi strutturale e sistemica al passo con la crescita delle conoscenze e con l'evolvere dei bisogni della società contemporanea, per un approccio operativo moderno e unitario ad alcuni importanti problemi sociali legati al fattore "personalità" del singolo ed alla scelta della relativa formazione educativa nella direzione più opportuna. Ne emerge la chiara indicazione ad informare i genitori sull'esistenza di due differenti modelli educativi: uno basato sulla costrizione e chiuso al dialogo, cui segue verosimilmente la formazione di una personalità dipendente e conservatrice; l'altro aperto al confronto dialettico, più adatto a sviluppare nei figli la formazione della personalità autonoma, flessibile e creativa, capace di autodeterminazione e di partecipazione critica, consapevole e responsabile al contesto collettivo. L'esatta comprensione di tali varianti mette infatti a disposizione di tutte le famiglie la possibilità concreta di scegliere il modello educativo più opportuno attraverso un uso oculato del linguaggio nella comunicazione famigliare educativa, potendo così incidere razionalmente sulla formazione della personalità dei figli e, più in generale, nell'evoluzione della sociatà civile nella sua globalità. In ultima analisi, sembra utile raccomandare vivamente agli Operatori interessati di aprire con le famiglie il necessario dibattito sulla tematica considerata.

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Antonio Rossin
Neurologo - Medico di base
45010, Ca' Vendramin (RO)
Italia
www.flexible-learning.org

Ultimo Aggiornamento : 26/05/2010